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5 problematiche di chi deve riscaldare l’acqua della piscina

Postato da Stefano Vidal del 8-giu-2017 9.47.35

La tua casa ha un bel giardino e sei molto soddisfatto della splendida piscina all’aperto che ospita. Oppure sei proprietario di un’attività ludica o sportiva nella quale la piscina al coperto è un must.

In ogni caso devi ottimizzare l’investimento e permettere l’utilizzo dell’impianto a grandi e piccini, anche nel corso di tutto l’anno, perché no. Ecco con quali problematiche dovrai confrontarti.

 

Come riscaldare l’acqua della piscina minimizzando i costi

Quando si tratta di riscaldare l’acqua della piscina, devi concentrare l’attenzione su due aspetti in particolare:

  1. Come limitare al massimo la dispersione del calore
  2. Come riscaldare l’acqua in modo che ti costi il meno possibile

Che sia all’aperto o al chiuso, la difficoltà maggiore sta nel fatto di dover mantenere costante la temperatura dell’acqua della piscina.

Qual è la temperatura ideale? Questo dipende dal tipo di scopo al quale è adibita e in generale dal tipo di comfort che desideri raggiungere.

Se ci riferiamo a piscine di impianti sportivi, allora la temperatura di quella di tipo agonistico di norma si aggira intorno ai 22-24 C°. Quella sportiva ma che prevede attività fisiche più leggere, come l’acquagym ad esempio, deve avere una temperatura leggermente più elevata, intorno ai 24-28 C°. Se in particolare, è dedicata esclusivamente ai bambini sarà bene aumentarla ancora di un paio di gradi, stabilizzando la temperatura intorno ai 28-30 C°. Infine piscine ad uso terapeutico o destinate ai disabili ad esempio dovrebbero sempre assicurare una temperatura di  almeno 30 C°.

 

 

I problemi principali del riscaldamento della piscina

 

  1. Problema n.1 per l’uso della piscina riscaldata: tempi e costi per il raggiungimento della temperatura

Quando parliamo di riscaldamento dell’acqua della piscina dobbiamo distinguere due momenti separati: quello che permette la messa a regime dell’impianto e quella successiva del mantenimento della temperatura.

A seconda dell’utilizzo previsto per la piscina e della tipologia di clientela, ecco che bisognerà valutare con attenzione i costi e i tempi che tali operazioni richiederanno, a seconda del tipo di riscaldatore scelto. Per mettere a regime l’acqua della piscina -e quindi far sì che la temperatura passi da quella “di acquedotto” a quella desiderata- occorrono in media 24h (ma dipende come è ovvio dalla grandezza del bacino di acqua).

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Va da sé che più è potente il riscaldatore e meno tempo occorrerà per riscaldare una determinata massa d’acqua. Quando finalmente avrai raggiunto la temperatura desiderata, allora sarai nella cosiddetta fase di mantenimento, durante la quale si deve continuare a fornire calore per contrastare la naturale dispersione.

 

  1. Problema n. 2: chi ha bisogno di riscaldare l’acqua della piscina deve contrastare la dispersione del calore.

Il calore si disperde in vari modi dall’acqua della piscina e a causa di differenti fattori.

Tra questi, ecco i principali:

  • evaporazione dalla superficie dell’acqua
  • irraggiamento verso lo spazio esterno circostante
  • convezione causata dal contatto tra aria e acqua
  • dispersione causata dal ricambio giornaliero di acqua

Al primo posto della lista abbiamo citato non a caso l’evaporazione: è la causa principale di dispersione di calore da una massa di acqua e dipende da un mix di caratteristiche che riguardano:

  • le dimensioni della superficie della piscina
  • la temperatura dell’acqua
  • la temperatura dell’aria
  • il tasso di umidità

Ci sono calcoli specifici da effettuare per avere una stima dell’evaporazione: l’importante è tener conto di fattori correttivi in base al tipo di attività svolta all’interno di quella piscina. Più la si adopera e più il calore si disperde.

Le altre cause di dispersione di calore sono minime rispetto all’evaporazione ma comunque è bene considerarle. L’irraggiamento non è semplice da calcolare e dipende dalla temperatura delle superfici che circondano e delimitano la piscina. La convenzione invece causa perdite di calore dovute al contatto dell’aria con la superficie dell’acqua (e dipende dalla sua velocità: ad esempio più c’è vento e più il calore si disperde).

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Anche il ricambio d’acqua giornaliero ovviamente contribuisce a disperdere calore: l’operazione però è necessaria per questioni d’igiene e bisogna cambiare almeno il 5% dell’acqua quotidianamente.

Qui trovi altri consigli per mantenere la tua piscina in perfetta forma.

  1. Problema n.3: calcolare il fabbisogno di calore della tua piscina in base a struttura ed esigenze specifiche di utilizzo.

Prima di scegliere la soluzione migliore in grado di farti risparmiare il più possibile, garantendoti però efficienza e sicurezza, dovrai pensare a calcolare il fabbisogno energetico di cui necessiti.

La piscina è coperta o scoperta? Quanto è grande? Qual è la temperatura di partenza e quale quella di arrivo desiderata? Il tasso di umidità?

Ottenendo i dati indicativi sulla dispersione di calore, potrai cominciare a calcolare i costi sia per la messa a regime che per il mantenimento del calore. Non è un’operazione immediata ma pur con valori approssimativi è possibile confrontare tra loro le performance dei diversi riscaldatori per piscine.

Una pompa di calore split ad alta efficienza ad esempio permette risparmi energetici dal 60% al 200% rispetto a quelli degli altri riscaldatori.

 

  1. Problema n. 4: il riscaldamento della piscina non è efficiente a causa di una cattiva installazione o di una pianificazione progettuale incompetente

Non è raro imbattersi in problemi relativi al riscaldamento dell’acqua di una piscina, anche quando l’impianto è presente e tutto sembra essere già predisposto per il buon funzionamento del riscaldatore. Se l’acqua della piscina non raggiunge la temperatura ideale, alla base potrebbero esserci anomalie a livello di installazione dell’impianto.

Anche la scelta del posto in cui montare il riscaldatore determina in alcuni casi problemi di ventilazione oppure di surriscaldamento.

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In altri casi invece il riscaldatore consigliato risulta insufficiente a fornire la giusta quantità di calore alla massa di acqua presente all’interno della piscina. Questo tipo di errore di valutazione a livello progettuale causa non pochi problemi a chi deve riscaldare l’acqua della piscina.

 

  1. Problema n. 5: è indispensabile controllare periodicamente l’efficienza energetica dei riscaldatori in piscina

La pompa di calore ha tra i tanti vantaggi quello di non necessitare di manutenzione: pertanto solo un cattivo funzionamento potrebbe causare problemi al riscaldamento dell’acqua della piscina. Controllare l’impianto (eventuali spie e allarmi) ed effettuare ogni tanto dei monitoraggi della pompa di calore ( pulendo lo scambiatore aria-gas ad esempio) ti garantisce la sicurezza e la tranquillità di non avere dispersioni di energia e di poter riscaldare l’acqua della piscina minimizzando i costi.

22 cose da fare per mantenere la tua piscina in perfetta forma

Argomento: #riscaldatorepiscina

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